12/05/2010
Nell’acqua alta le sirene di Venezia
Non si tratta purtroppo delle mitiche creatura marine che con il loro canto fanno perdere la testa ai naviganti, ma di veri e propri segnali di allarme che indicano il livello dell’acqua alta prevista nel breve periodo a Venezia. Dal dicembre 2007 è infatti in funzione nel Centro Storico di Venezia un nuovo sistema di segnali acustici per allertare la popolazione e i turisti del pericolo di acqua alta. Il sistema di allarme è simile a quello che da molti decenni richiama sull’allarme marea, a cui però si è aggiunto un segnale che indica il livello di marea atteso nel giro di qualche ora.
E’ un allarme a 4 livelli sonori che corrispondono alle diverse altezze a cui è attesa la marea, da 110 cm a 140 centimetri. E’ un passaggio significativo fatto dall’amministrazione che attraverso diverse sonorità avvisa le persone mettendole in grado di riconoscere il livello di acqua alta previsto. Questo nuova versione del sistema sonoro si affianca a quello già da parecchi anni in uso di avviso via Sms.
Per chi volesse avere una anticipazione del tipo di segnale che potrebbe sentire passeggiando in una giornata piovosa a Venezia, il Comune ha messo a disposizione un sito Internet.
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23/04/2010
Da lazzaretto a monastero armeno: l’isola di San Lazzaro a Venezia
L’isola di San Lazzaro nella laguna di Venezia, a ovest del Lido, è occupata da un monastero dell'ordine armeno dei Mekhitaristi. Nel ‘700 infatti il Senato della Serenissima concesse all'Abate Mechita di Sebaste, fondatore a Istanbul della comunità mekhitarista, di installarsi con i suoi monaci sull’isola: le strutture diroccata già presenti (una chiesa e un monastero), che nel tempo erano state occupate da padri benedettini e poi trasformate in ospedale per diseredati, il Lazzaretto appunto, vennero nel corso del tempo restaurate dai monaci mekhitaristi. Oggi tutta l’isola, che è stata anche ampliata per opera degli armeni, è uno dei centri principali della spiritualità armena, ospita una biblioteca con oltre 200 mila volumi, un museo con noscritti armeni e manufatti arabi, egizi e indiani, tra cui la famosa mummia di Nehmeket del 1000 a.C. L’isola, il monastero, il chiostro e i giardini che li circondano possono essere visitati partendo con il vaporetto da San Zaccaria. L'isola ospita da sempre illustri personaggi provenienti dall’Armenia, studiosi e allievi: anche il poeta Byron ha studiato tra quelle mura.
La Congregazione Armena Mechitarista ha tra le proprie finalità l’apostolato culturale, soprattutto delle nazione armena, ma anche in prospettiva universale, anche perché la nazione armena è presente in tutto il mondo integrandosi con le culture locali dove è ospitata.
Una particolarità: sull’isola si vende una ottima marmellata di rose.
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20/01/2010
Carnevale di Venezia, una scusa per visitare diverse città venete
Il Carnevale di Venezia rappresenta uno degli eventi mondani e mondiali più famosi insieme a quello di Rio di Janeiro. Per partecipare al Carnevale e a tutti gli eventi ad esso connessi è meglio prenotare un albergo a Venezia con largo anticipo, altrimenti si rischia di dover fare una classica gita veloce che non permette di gustare tutta l’atmosfera che pervade la città in quei giorni. Chi non trovasse alloggio in città o volesse trovare un po’ di pace dopo gli appuntamenti carnevaleschi, può cercare ospitalità negli hotel di Mestre, ma anche nelle vicine Vicenza e Padova: la città palladiana e quella degli Scrovegni sono rispettivamente a un’ora e a mezzora di treno da Venezia. Un modo per visitare, oltre alla città dei canali e delle calli, anche altre due deliziose cittadine della provincia veneta.
Il Carnevale di Venezia è un evento storico che risale al 1300: nel corso dei secoli è stato sia esaltato nella sua tendenza alla trasgressione, sia costretto a subire editti e limitazione. Nel 1700 il Carnevale durava mesi, con eventi, manifestazioni e spettacoli. Durante la dominazione austriaca fu rinchiuso nelle case private e nei luoghi autorizzati, e solo intorno al 1980 ha ripreso ad essere evento mondano e internazionale che porta in città migliaia e migliaia di persone. L’appuntamento con le maschere della tradione carnevalesca veneziana è in piazza San Marco.
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22/12/2009
Gli aeroporti di Venezia
Arrivare a Venezia in aereo è comodo e semplice. La città è collegata con gli altri scali italiani e con molti internazionali, sia europei che extraeuropei, da due scali: l’aeroporto Canova di Treviso e il Marco Polo vicino a Mestre.
L'Aeroporto Antonio Canova di Treviso è un piccolo aeroporto a ovest della città lungo la via Noalese (è facilmente raggiungibile anche dalla Strada Statene n.53) e insieme allo Scalo Marco Polo forma il sistema aeroportuale di Venezia che ha un totale di quasi 9 milioni di passeggeri all’anno. Lo scalo trevigiano, generalmente utilizzato da compagnie low cost o come alternativa al Marco Polo, è aeroporto civile dal 1953 ed è stato lo scalo veneziano fino al 1960. Nel 2007 è stato notevolmente ampliato.
Il Marco Polo, inaugurato nel 1960, è l’altro scalo del sistema aeroportuale veneziano e si trova a una decina di chilometri da Mestre. Per affluenza di passeggeri il Marco Polo è il quarto aeroporto italiano e serve anche voli intercontinentali di linea delle principali compagnie di bandiera, garantendo il collegamento con tutte le principali capitali europee. Abbastanza numerosi sono gli hotel vicino all’aeroporto di Venezia dove si trovano diverse opportunità di alloggio in hotel a 3 e 4 stelle, soprattutto nella zona chiamata Tessera (che è anche il secondo nome dello scalo veneziano).
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04/12/2009
Visitare Venezia non è più pericoloso. Monaci permettendo
ll Ponte della Paglia di Venezia unisce il molo della Piazzetta di San Marco con la Riva degli Schiavoni. Dal Ponte della Paglia, da cui si ha un’ottima vista del Ponte dei sospiri e dell’intero bacino di San Marco, si chiama così perché è lì che attraccavano i barconi carichi di paglia che venivano a rifornire la città. Questa è la storia, che tra l’altro si può verificare in alcuni documenti ufficiali della Serenissima, ma poi c’è la leggenda, che rende il Ponte molto più … interessante.
Si racconta infatti che il nome ‘della paglia’ derivi dal fatto che lì, adagiati su letti di paglia, si ponevano i cadaveri delle persone morte annegate notte tempo e recuperate il mattino. In quel luogo si recava chi aveva un congiunto scomparso per, eventualmente, riconoscere il cadavere. Un sorta di obitorio all’aperto.
Nei secoli passati infatti non era difficile morire annegati a Venezia. Sia per mano omicida, che così mascherava il fatto con un annegamento, sia perché le strade e i ponti non avevano ancora moderni corrimani e balaustre di protezione.
C’è da ricordare inoltre che intorno all’anno 1500 fiorì il commercio di un prodotto realizzato dai monaci trevisani, un prodotto che, scrisse un medico dell’epoca, “conforta il cervello, acuisce l'intelletto, chiarifica la vista e ripara la memoria” e che fu sicuramente complice di molte cadute nei canali. La grappa.
15:43 Scritto da: te001 in Da visitare | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: venezia, ponte, sospiri, paglia, turisti | OKNOtizie |
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